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 Un’epoca di risposte in totale assenza di domande.

Prologo al breve saggio sul concetto di alleanza . 

di Manuela Barbarossa

In un recente convegno sulla funzione della cultura, tenutosi in Università Degli Studi di Milano, nel mio intervento sull’industria culturale , ho definito quest’epoca come “un’epoca di risposte in totale assenza di domande” . E’ questa una forma perversa di astuzia della ragione dell’ attuale industria culturale, la cui finalità è quella di occupare lo spazio mentale e non consentire al pensiero di agire in libertà.
Da un punto di vista psicopatologico chi si orienta in tal direzione non consente all’altro di evolversi. di esserci , poiché mette in atto forme anticipatorie e manipolatorie dei bisogni che vengono non solo precorsi, ma , in quanto precorsi, anche indotti .
Così facendo si invade lo spazio elaborativo del soggetto tanto da non consentirgli di produrre idealmente le proprie domande, entrare in contatto con il proprio bisogno/desiderio per cercare le risposte adeguate .Questa modalità di rapporto con l’altro ( l’altro come ciò che è altro da noi ) che affolla la mente di risposte a domande mai fatte, induce domande fasulle, funzionali alle risposte già preconfezionate.
La deriva che si apre è una deriva assai complessa . Da un punto di vista psicopatologico, la deriva è una deformazione del desiderio che induce l’assimilazione di una realtà posticcia , inerte, che non ha nulla di simbolico. E’ tutto lì, fuori di me, costruito ad hoc E’  l’offerta di una merce che si chiama….realtà. Da  un punto di vista culturale la deriva non è da meno.
Questa condizione suindicata eleva infatti a concetto la doxa , l’opinione che per sua natura cambia in continuazione ma  che si pone come verità assoluta . E’ l’elevazione a concetto  del gusto personale promosso a legge universale , della doxa al posto della verità quale ricerca del significato, del contenuto, dell’approfondimento.
La funzione della doxa da sempre è quella di affollare/ingombrare le menti di opinioni e di notizie superficiali, inconsistenti , spesso fasulle, illudendo che il sapere sia lì, in queste pieghe dell’essere e non altrove.
In quel “aldilà” inteso come oltre, un po’ più in là…. A questo riguardo può essere interessante una riflessione sul concetto di alleanza di cui tutti parlano,  oggi più che mai , e  che da anni imperversa nella politica italiana , dando per scontato il suo significato e la sua utilità.
La parola “alleanza” è entrata a far parte del linguaggio comune e politico quotidiano. Descrive qualche cosa di specifico e pare essere anch’essa una risposta ad una domanda mai fatta.
Imponendo a ritmo battente il concetto di alleanza infatti si induce a pensare che il destino dei partiti sia “naturalmente” quello di allearsi e che l’alleanza sia dettata dal buon senso . Ma è proprio così ? Ed è veramente buona cosa ? Non sempre il meglio è figlio del bene, dicevano gli antichi.

La politica delle alleanze una dimensione psichica simbolica

di Manuela Barbarossa

Pubblicato su LA VOCE METROPOLITANA

La politica delle alleanze una dimensione psichica simbolica