LA COSCIENZA PERDUTA E LA DERIVA AUTORITARIA

Manuela Barbarossa ad una conferenza del 12 dicembre 2019  a  Rimini

La situazione in Italia è grave. Anzi , gravissima. 

La gravità si accompagna ad una perdita di coscienza e di pensiero. Il reale prende il sopravvento a causa di una “emergenza sanitaria” opaca, attorno alla quale si sta costruendo un percorso di dèbacle  economica,  politica, sociale, psicologica. In poco tempo pare esserci dimenticati chi siamo. Unici sentimenti dominanti: angoscia, paura. La  deriva autoritaria si esplicita nell’applauso generale. Un brutto film già visto ?
La protezione civile scrive: si parla di   
emergenza sanitaria “ogni volta che si creano situazioni critiche che possono incidere sulla salute umana”. Da un punto di vista pratico, viene sottolineata l’importanza di pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”. Inoltre, durante le emergenze “vengono attivate le procedure di soccorso previste nei piani comunali, provinciali e regionali”.

Ma il “corona virus”, una influenza virale come tutte le influenze ,  è tale da attivare una situazione di emergenza sanitaria del tipo attivato in Italia ? Ancorché in Italia, più che essersi attivata una emergenza sanitaria, pare essersi attivata una deriva autoritaria che scarica tutto sui cittadini . Lo Stato ha il dovere di intervenire  subito allestendo   ospedali emergenziali e reperire   personale sanitario. A distanza di due mesi non sembra averlo fatto.

Non c’è tempo di andare in televisione a parlare e a fare interviste. Si deve lavorare per rispondere ad una emergenza sanitaria ovvero pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” non metter i cittadini agli arresti domiciliari.
Non si deve  scaricare l’ incapacità di gestire una emergenza sanitaria sulla società civile.
Il dott. Piero Mozzi, scrive: “
Virus e batteri sono i soli ad aver interpretato perfettamente la globalizzazione. Si spostano col vento, con l’aria, con gli animali, con gli insetti, con gli esseri umani, e magari anche con le merci. Fermarli è come pensare di arrestare il vento alzando le braccia. Bisogna che ci sappiamo adattare e adeguare “
Ma io aggiungerei 
che virus e batteri sono anche  la cosificazione  dell’agire umano dissennato e crudele verso il mondo della natura e degli animali . Il vissuto  che l’uomo venga punito dal divino con le  malattie  pestilenziali  per misfatti compiuti, ci rinvia simbolicamente ai colpevoli comportamenti umani verso il mondo della natura .

Il Coronavirus  ( scrive ancora il dott. Mozzi ) si sparge nelle regioni italiane, portandoci a pensare che il numero di contagi potrebbe essere sottostimato, è assodato che i decessi sono limitati e circoscritti a persone avanti negli anni e con debilitazioni precedenti.  Il Coronavirus si è caratterizzato per un tasso di mortalità contenuto intorno all’1-2%, con una percentuale di guarigioni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima al 95 per cento. Se paragoniamo le sue vittime alle 8.000 morti per l’influenza e le sue complicazioni che le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità registrano ogni anno in Italia, sembrerebbe nei fatti poca cosa. Tutto ciò non basta evidentemente a tranquillizzare gli animi e a vincere la psicosi della gente, sgomenta per il ripresentarsi di fenomeni che si vorrebbero confinati a un lontano passato, o circoscritti a zone del pianeta non ancora raggiunte dalla modernità”

La questione appare dunque molto complessa poiché se  l’influenza da corona virus  ,  pone  in sè e per sé  una   emergenza sanitaria , bisognerebbe  come enuncia  la protezione civile pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”.

Ma noi siamo andati oltre , sino  a giungere a decreti che proibiscono la libera circolazione delle persone, che fanno chiudere  scuole, negozi, attività. Che decretano l’ Italia come  se fosse tutta malata. Si blocca tutto. C’è chi vorrebbe una sorta di stato di polizia che controlli che  tutti facciano ciò che questo governo-  ricordo non votato democraticamente – ha decretato. Perchè ?

Perchè il sistema sanitario italiano non è in grado di rispondere a tale situazione pianificando , come dice la nozione di emergenza sanitaria ,  in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”. 

Non è mai stato pianificato un piano di emergenza sanitaria. Mai.  Come se non si fosse previsto  un piano di evacuazione e/o  intervento in caso di incendio in un palazzo.

Ancorchè possa essere il corona virus una influenza più aggressiva di  altre, pandemica, non credo più della Sars o dell’Ebola – è  il sistema sanitario italiano che non riesce a rispondere a questo accadimento. E’ al collasso.

E ciò a causa di un depotenziamento dello stesso  messo in atto da anni dai differenti  governi  che hanno chiuso moltissimi  ospedali, che non hanno potenziato  il personale medico e paramedico, non si è potenziata la ricerca,   neppure i  reparti di terapia intensiva, non hanno potenziato i macchinari necessari ,  ma al contrario ne hanno prodotto una riduzione drastica.  Qualcuno dovrebbe fare una ricerca in questa direzione  e  fornire i dati almeno degli ultimi dieci anni per capire quanti ospedali sono stati chiusi , e quanti depotenziati. Quante strutture ospedaliere  ci sono in giro in  Italia chiuse e abbandonate .

Di fronte ad una popolazione che invecchia e di fronte ad una moderna circolazione di persone da ogni parte del mondo per scelta o per necessità. Di fronte soprattutto  ad un mondo crudele  che utilizza gli animali non umani non come esseri viventi , ma come fossero carne da macello, mettendoli in condizioni esistenziali aberranti e creando loro , gli umani , spesso e di conseguenza pandemie di origine animale. Ma l’origine è umana.  Ma anche di un mondo che si nutre di tutto , voracemente, incessantemente ,  che non si ferma davanti a  nulla , interpretando tutto ciò che la natura ha saccheggiandola  come se fosse merce , trasformando i suoi doni in cibo o in altro. Ridurre tutto a disposizione dell’essere umano e dell’industria. Dall’inizio di questa vicenda  si è subito entrati in una dimensione reificata di confusività esistenziale e morale , di una comunicazione  isterica  supportata  di una  vera e propria industria culturale che mina le fondamenta di sicurezze e certezze acquisite,  che ci vuole indirizzare il pensiero e il vissuto in una direzione unica, di un  susseguirsi – e questo è altrettanto  patologico –  di opinioni di medici virologi e non , confuse, contraddittorie, conflittuali. Numericamente eccesive. Ossessive.  E’ immediatamente   iniziata  la solita passerella televisiva di esperti, opinionisti, dove viene detto tutto e il contrario di tutto . Un delirio di massa fomentato, spinto all’estremo da  un sistema di comunicazione malsano, ideologico, costruito, irresponsabile. 

E via i bollettini di guerra quotidiani dove i  numeri che calcolano confusamente morti feriti contagiati , creano  cifre  inesistenti perchè, come detto da alcuni addetti a lavori , il calcolo parte da presupposti errati, ma niente , si deve continuare in questa corsa verso l’Ade sociale Si parla di numero di morti senza capire se sono morti in ospedale o perchè non curati non   essendoci reparti di terapia intensiva adeguati, o perchè già malati cronici. Non si capisce nulla l’informazione non informa, ma crea solo panico.

 E poi ancora , si insiste ,  notizie dettagliate su quanto dura il virus sulle superfici , quanto gira nell’aria, i disegni  del virus  e ancora numeri, che non hanno un significato logico, sanitario, lanciati in mezzo alla folla.

Città vuote, supermercati presi d’ assalto. Come scrive il dott. Piero Mozzi nel suo bellissimo articolo che ho già citato , i morti in Italia erano persone anziane, tranne quello che è deceduto a Como che aveva sessantadue anni, ma era già dializzato, ovvero soffriva di una patologia seria e severa come appunto l’insufficienza renale, che coinvolge anche problemi cardiocircolatori e tutto il sistema immunitario.

Sembra che il virus colpisca le persone anziane, mentre i bambini non verrebbero colpiti forse perché dispongono di difese immunitarie più forti. Magari sono molto più sensibili al comune virus influenzale rispetto al coronavirus.

 Una opinione non certo meno valida  quella del dott. Mozzi ,di quelle di tanti virologi che si contraddicono, che danno cifre poco chiare ,   che creano panico e allarmismo . Il problema c’è.

Un virologo , il Prof. Giulio  Tarro , premiato come miglior virologo nel mondo nel 2018 collaboratore di Sabin , scopritore del vaccino antipolio, intervistato  sia dall’Avanti  che dal Messina Today , dichiara che quello che sta accadendo in Italia  è un grave errore. “Bisognava subito interrompere i voli dalla Cina, come hanno fatto in Francia . Appena avuto la notizia del’epidemia cinese i cugini francesi si sono preoccupati di raddoppiare i ricoveri di emergenza. Errori madornali di chi ci governa”.E ancora. Il celebre virologo Tarro: “Coronavirus? Contagioso ma poco letale, emergenza scatenata da panico e scelte politiche”Il professore messinese “miglior virologo al mondo 2018” tranquillizza sugli effetti e il futuro del virus ma avverte: “Terapie intensive cancellate dalla politica”. La speranza nel vaccino entro diciotto mesi dagli anticorpi dei soggetti guariti
Anch’egli come il dott. Mozzi dichiara che la vera cura è il nostro sistema immunitario. Ma bisogna fare chiarezza, dire  come stanno le cose, e non lanciare   l’emergenza  pandemica, come se fossimo tutti in pericolo di vita a causa del virus e colpevoli di voler vivere mantenendo almeno le libertà fondamentali.
Non si deve creare panico. Tanto meno immobilizzare una nazione.
Non esiste solo il corpo con le sue fragilità , ma anche la psiche, le cui fragilità sono assai altrettanto  complesse. Creare panico , vuol dire creare uno stress altissimo con attivazione di forme di aggressività  interiore ed esteriore. E lo stress comunque mina lo stesso sistema immunitario.
L’emergenza sanitaria esiste in quanto il sistema sanitario italiano come si è detto,  è depotenziato, con pochi ospedali che hanno  personale limitato e pochissimi reparti di terapia intensiva.   

Chiedere agli italiani dei sacrifici è possibile ,   avviare una deriva autoritario no.

Bisogna spiegare, far capire, chiarire che bisogna rallentare poiché il sistema sanitario italiano è al collasso,  non è in grado neppure di rispondere ad una ondata di influenza da corona virus.

Dobbiamo essere solidali. Premunirci poichè in questo momento chi avesse necessità di curarsi o per il corona virus e per altre patologie non troverebbe risposta .

Convincere tutti a fare un passo indietro  per supportare  tale situazione è possibile   ma non creando  panico, allarmismo da virus/peste o colpevolizzazione.   Ma la deriva autoritaria che mette i poliziotti sulle strade e impedisce la libera circolazione no.

Bisogna ora , subito, immediatamente fermarsi a ragionare e chiedersi cosa stia accadendo.

Ritrovare l’equilibrio, il coraggio di parlare  correttamente, di capire. Ci vuole più silenzio. Ci vuole riflessione insieme all’azione .
Non c’è tempo di andare in televisione a parlare e a fare interviste. Lo stato deve agire nell’interesse  dei cittadini.
Non si deve  scaricare l’ incapacità di gestire una emergenza sanitaria   sulla società civile. Lo Stato deve mettere la sanità in grado di funzionare , di curare.
Dall’inizio di questa vicenda la cultura pare avere  abdicato. Silenzio.

 Eppure è in questi momenti che la cultura deve farsi sentire , dare voce all’invisibile, mantenere la democrazia,  mostrare uno sguardo verso l’alto, verso quell’aldilà  dal factum brutum.

Il Covid-19   ha certamente origine  animale , ma in quanto, come ho già detto, e voglio ripeterlo,   il mondo umano   ha un comportamento terribile , vergognoso  nei confronti degli animali non umani  riducendoli a cose, a strumenti.

E’  necessario fare un piano sanitario che preveda la possibilità di curare in emergenza chi ne ha necessità. La sanità va messa in condizioni di svolgere eticamente ed economicamente la propria funzione per far fronte anche ad una emergenza sanitaria .

Ma è altrettanto necessario non perdere di vista chi siamo. Pensare, interrogarci sulla condizione del nostro essere nel mondo, animali non umani compresi.
Sul massacro che viene perpetrato ogni giorno degli animali non umani  che conduce anche a queste aberrazioni viraliSul dominio dell’uomo sulla natura , dominio che non sappiamo dove ci condurrà.
E’ terribile ascoltare richieste di  derive autoritarie, di chiusura di una nazione, di arresti domiciliari per far fronte ad una emergenza che il governo e la sanità , per incapacità politica ed economica non sanno fronteggiare.
Si stanno ledendo i diritti fondamentali della costituzione  quando , un celebre virologo ci sta dicendo qualche cosa di diverso .

Su Messina Today dell’ 11 marzo leggiamo il Pro Sarro che  dichiara: Faccio mio quanto riportato on-line dal New England Journal of Medecine: “Il tasso di mortalità associato al COVID-19 potrebbe essere considerevolmente inferiore all’1 per cento anziché del 2 per cento riportato da alcuni gruppi, come dichiarato da Anthony Fauci del National Institute of Allergy and Infection Diseas statunitense, sulla base di un rapporto incentrato su 1099 pazienti con COVID-19 confermato in laboratorio provenienti da 552 ospedali cinesi. Questi pazienti presentavano un ampio spettro di gravità della malattia, e se si presume che il numero di casi asintomatici o minimamente sintomatici sia di diverse unità di grandezza superiore a quello dei casi riportati, il caso di fatalità della malattia ricadrebbe molto al di sotto dell’1 per cento. Ciò suggerisce che le conseguenze cliniche complessive del COVID-19 potrebbero in definitiva essere simili a quelle di una grave influenza stagionale, che presenta un tasso di fatalità dello 0,1 per cento circa, o di un’influenza pandemica come quella del 1957 o del 1968, piuttosto che a quelle della SARS e della MERS, caratterizzate rispettivamente da una fatalità del 10 per cento e del 36 per cento (Fonte: popsci.it –New Eng J Med online 2020)”.
Cosa sta accadendo in Italia? Cosa sta facendo l’Europa?  Chiedo che intervenga  contro questa pericolosa deriva autoritaria italiana. Potrebbe essere questo il momento per costruire veramente l’Europa anche con una piano europeo di risposta alle emergenze sanitarie, in modo che non si creino differenze tra paesi che puntano il dito gli uni contro gli altri, e che funga da osservatorio contro la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo di libertà e diritto alla cura. 

 3 marzo 2020

 

 

 

 

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