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QUESTIONI DI SPECIE

di MASSIMO FILIPPI

Si segnala un interessantissimo libro del Prof.  Massimo Filippi , che in una intervista di  Leonardo  Caffo dichiara relativamente ad un altro suo scritto Ai confini dell’umano – Gli animali e la morte 

“….L’antispecismo “classico” – quello di Peter Singer e Tom Regan, per semplificare e per capirci – pensava di ridefinire l’animale senza toccare lo statuto dell’umano, operando così in una sorta di vacuum ontologico e politico, forse responsabile della sua scarsa “presa” sia a livello filosofico che a livello di opinione pubblica generale. In altri termini, l’antispecismo “classico” accettava di fatto le premesse della metafisica occidentale e si impegnava a ricercare tracce umanoidi (psichiche/cognitive) in (almeno) alcuni animali per farli entrare nel cerchio della considerazione morale. In questa prospettiva l’animale resta una sorta di umanoide incompiuto. Qui si cerca invece di spostare l’enfasi dalla somiglianza alla differenza, iniziando a rintracciare un percorso nuovo per individuare che cosa ci condivide prima di ogni possibile divisione. E ciò che ci condivide, pur lasciandoci differenti, è la vulnerabilità corporea e la mortalità.”.

Un autore che non si può non conoscere per chi   desidera addentrarsi nella concezione antispecista.

 

 

Massimo Filippi  insegna Neurologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele. Da anni   si occupa  della questione animale da un punto di vista filosofico e politico. Socio fondatore dell’associazione Oltre la Specie e redattore di «Liberazioni. Rivista di critica antispecista», ha pubblicato numerosi volumi, tra cui Ai confini dell’umano (2010), I margini dei diritti animali (2011)Natura infranta (2013) e Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema (2014). Questioni di specie (2017)

Milano febbraio 2020