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Negli attacchi di Trump al Papa , assistiamo ad una “messa in scena” ad un coup de theatre di un qualcosa che fuoriesce .
Una eccedenza .
E l’eccedenza per sua natura, produce sempre una emergenza , intesa come un emergere , un venire alla superficie dal profondo, un venire alla luce .
Siamo al cospetto dell’emergere dell’inconscio che parla.
E in questo contesto che abbonda di un simbolico eclatante proprio in virtu’ della sua emergenza, due sono gli elementi fondamentali e rivelatori che sono consegnati nella parola che fuoriesce nell’attacco di Trump al Pontefice .
Il concetto di debolezza attribuita al Papa e la ascrizione a se stesso della nomina in Vaticano di Leone XIV .
Le dinamiche che sottendono gli attacchi , soprattutto quelli rabbiosi e scoperti, sono sempre forme di esercizio di potere dove , attaccare l’altro rappresenta una sorta di mors tua vita mea , distruggo te per elevare me.
Un ergersi ed autoincensarsi attraverso la distruzione dell’altro, che ha a che fare con la forza pulsionale di Thanatos che freudianamente rappresenta la disgregazione e la riduzione dell’essere e dell’altro all’inorganico.
Al nulla.
All’annientamento del simbolico per sua natura universale, per elevare il primato esistenziale della res. Della visione del mondo particolaristica e priva di metafisica dell’essere.
Thanatos. Il mondo esiste fin dove arriva il mio sguardo . Oltre non vi è nulla.
La potenza simbolica del Papa , il suo rappresentare ciò che va oltre la reificazione del mondo e il suo richiamarsi a Sant’Agostino , al bene in quanto Dio/Legge universale del padre , induce nell’avversario che lo vuole colpire proprio nella sua forza simbolica, l’azione furibonda di Thanatos che fuoriesce in tutta la sua potenza limitante per uccidere il nome del Padre .
La spinta è quella di additare il Papa come “debole” , in senso dispregiativo , proprio per cancellarne la potenza simbolica e reale – come puoi essere potente e credibile se sei un debole ? Per mortificare non solo la sua forza emotiva e ideativa , ma anche il diritto di parola e il suo rappresentare un invito a non limitare il nostro sguardo all’orizzonte, ma di alzarlo verso il cielo.
Per riconsegnarci almeno un poco di infinito .
Milano , 16 aprile 2026
Prof. Markus Krienke – Professore Ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e Direttore della Cattedra Rosmini. Professore invitato presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, è membro del Comitato scientifico internazionale del «Dizionario».
Pubblichiamo un importante e illuminante scritto del Prof. Markus Krienke dal titolo “Ordo amoris e il nuovo ordinamento globale: il ruolo geopolitico di Papa Prevost”
che ha suscitato un particolare interesse in Manuela Barbarossa , Fondatrice di Accademia Prisma. Partendo dai concetti fondamentali esposti dal Prof. Markus Krienke nel suo scritto sull’Ordo amoris , dove propone una rilettura critica dell’ Ordimanento Globale e proponendo dei nuovi fondamenti etici , Manuela Barbarossa introduce un parallelismo tra Sant’Agostino , S. Freud e l’Ordo amoris , passando attraverso la struttura desiderante umana quale fondamento dell’essere.
“Una ridefinizione scrive Manuela Barbarossa , fondatrice di Prisma , di un principio morale, l’ordine dell’ amore , proposta dal Prof. Markus Krienke, che passa attraverso il pensiero di Sant’Agostino ma anche di Max Sceler, quale fondamento dell’etica cattolica . Ma trovo particolarmnete interessante in questo illuminante scritto del Prof. Markus Krienke proprio il concetto agostiniano di ordine da lui trattato nel ridefinire eticamente il Nuovo Ordinamento globale , quale struttura a mio giudizio anche di natura pulsionale e non solo ontologica . L’ordine pulsionale di cui parla Freud è paragonabile a quella forza energetica interiore e inconscia che spinge l’essere nel mondo . E che necessita di una continua mediazione con la realtà , passando attraverso l’ordine simbolico . Solo l’ordine simbolico, ovvero la creazione di quel significato che va oltre la realtà e la stessa rappresentazione spesso reificata di essa , consente quella trasformazione del desiderio , anche attraverso la sublimazione , ovvero attraverso declinazioni superiori. In Sant’Agostino, l’amore è energia dinamica che spinge verso il bene. Il disordine sottrae l’amore al suo compito . Per Freud il disordine pulsionale, il venir meno della declinazione dell’amore e dell’amare , diviene patologia.
L'uomo è in effetti un animale sociale , ma solo per necessità e per costrizione, non perché ami di natura la società
Sigmund Freud
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