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Coscienza morale e dominio della natura di Manuela Barbarossa

UN PUNTO DI VISTA DI UNA FILOSOFA E PSICOANALISTA  CHE  APRE AD UNA DIMENSIONE ANTISPECISTA.     LEGGI   cliccando sul titolo 

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Coscienza morale e dominio della natura di Manuela Barbarossa 2

Uno scritto emblematico della psicoanalista e filosofa  Manuela Barbarossa che apre ad una dimensione antispecista  e ad una dimensione metafisica sullo sviluppo della soggettività e del pensiero ideale.

Sulla scorta di questo saggio , il giornalista Stefano Golfari, direttore del mensile  MILANO AMBIENTE  , pubblica sul primo numero della Rivista  in edicola e nelle principali librerie  da lunedi 17 febbraio 2020  UNA INTERVISTA CON L’AUTRICE  sulla questione ANTISPECISTA. 

 

PSICHIATRIA OGGI

PSICHIATRIA OGGI

 Si segnala l’uscita  online del numero della Rivista   Psichiatria Oggi – gennaio 2020

http://https://www.psichiatriaoggi.it/

Organo ufficiale della Società Italiana di Psichiatria Sezione Lombarda

Tra i numerosi interessanti contributi segnaliamo quello della Fondatrice di PRISMA  Manuela Barbarossa che  si sofferma  sul tema dell’epistemologia freudiana , proponendo una nuova lettura del famoso “Sogno di Irma” di S.Freud. Ma soprattutto in questo scritto l’autrice propone un innovativo  concetto interpretativo della psichicità  , quello del “Sono Io” che diventa una evoluzione del più consolidato concetto  dell’ “Io sono”.

L’epistemologia freudiana: dal Progetto a L’interpretazione dei sogni  – Sull’essenza della psicoanalisi

 

 

 

LA POLITICA DELLE ALLEANZE. UNA DIMENSIONE PSICHICA E SIMBOLICA

QUESTO SAGGIO DI MANUELA BARBAROSSA , SCRITTO E PUBBLICATO  NEL SETTEMBRE DEL 2017 , HA  SUSCITATO UN FORTE INTERESSE .

IN MOLTI HANNO DOMANDATO UNA RIEDIZIONE.

 

LA POLITICA DELLE ALLEANZE.
UNA DIMENSIONE PSICHICA E SIMBOLICA
di Manuela Barbarossa

Settembre 2017

E’ un’epoca storica nella quale la politica si avvale in
forma molto disinvolta del concetto di “alleanza”.
Lo utilizza spesso come se fosse un concetto
dinamicamente limpido, semplice e normale nella
sua applicazione e nel suo significato.
L’alleanza tra forze politiche differenti si rende
necessaria per vincere le elezioni e portare avanti
un programma di governo.
Si può pensare ad alleanze all’interno dello stesso
orientamento politico, ma anche ad alleanze tra
gruppi o partiti che rappresentano orientamenti
differenti. L’importante è allearsi a fin di bene. Per
governare e non andare verso una débâcle sociale e
una ingovernabilità dell’esistente. Spettro del caos.
Nulla di più logico e soprattutto di più fondamentale.
Ma da un punto di vista psicoanalitico, la logica, si
sa, lascia spazio all’inconscio, ad un’altra logica, non
meno fondante e illuminante. Sicuramente ad una
logica disvelante ciò che sta dietro la superficie.
Quando parliamo di alleanza in verità dobbiamo
fare molta attenzione, perchè ci inoltriamo in un
terreno non così chiaro e limpido.
Partiamo da un presupposto analitico. Tutte le
dinamiche relazionali e sociali che poniamo in
essere affondano le proprie radici molto lontano,
altrove, dove l’umanità ha iniziato ad organizzarsi
in gruppi, in bande, in piccole tribù, in clan.
Ogni forma di relazione ha la sua origine.
L’evoluzione psichica, pulsionale, simbolica, ma
anche sociale, ha prodotto inevitabilmente differenti
forme di convivenza sostenute da altrettanto
differenti dinamiche pulsionali e psichiche.
Bande, Tribù, Clan di fratelli, adoratori di totem,
orde primordiali, sono originariamente realtà
organizzative che si muovono, si alleano, si
combattono, e poi si riappacificano, si relazionano.
Tutti questi fenomeni comunitari con le loro
dinamiche pulsionali hanno dato vita nella storia, ad
uno sviluppo del nostro “stare insieme”, dalla sua
forma più semplice alla più complessa.
Dalla più arcaica alla più moderna.
Ma ogni “stare insieme”, ogni convivenza, ogni
forma di organizzazione e di creazione di
coesistenza ha le sue leggi psichiche profonde e le
sue radici primordiali.
Ad ogni forma di organizzazione collettiva, politica
e sociale corrispondono dinamiche pulsionali
specifiche. Costellazioni psicologiche differenti.
Fantasmi inconsci diversi. Regressioni e evoluzioni.
Parliamo dunque dell’alleanza, della quale mi si
domanda. Parliamo di questo patto divenuto una
sorta di caratteristica dell’essere della politica dei
nostri giorni. Il suo fondamento.
In essa, nell’alleanza, scorgiamo innanzi tutto il
prevalere di una funzionalità dello stare insieme
finalizzata ad uno scopo strumentale. Nel nostro
caso attuale la così detta “governabilità”.
All’aspetto “strumentale” fa eco una forma di
organizzazione psicologica molto primitiva,
sostenuta dalla volontà di dominio, di rivalsa, da una
volontà di potenza.
Pensiamo all’Antico Testamento. A quel patto tra
Dio e Mosè che garantiva al suo popolo la conquista
della Terra promessa e la vittoria sui nemici,
esigendo in cambio l’osservanza delle leggi scolpite
sulle Tavole della Legge.
Vediamo come in questo patto, da un punto di vista
simbolico, si intravvede in tutta la sua luce il valore
strumentale dell’alleanza finalizzata ad una
conquista e ad una forma di obbedienza garantita.
Le regole che governano l’alleanza non possono
essere democratiche e paritarie, ma prevedono, in
quanto strumentali e fondate sulla volontà di
conquista di potenza, di un raggiungimento di uno
scopo, una distribuzione di ruoli e del potere stesso.
Nell’alleanza non può vigere un vero spirito
democratico, poiché al contrario di ciò che potrebbe
sembrare, la convivenza di parti differenti o di
persone differenti, o di gruppi differenti, non solo
fanno leva sulla strumentalità del rapporto, ma
essendo l’alleanza per definizione contro altri e per
la conquista di qualche cosa, i ruoli debbono essere
ben definiti in base a tante considerazioni. Non in
ultimo alla forza che tu Stato, gruppo, individuo
porti all’interno del patto stesso. Forza militare,
forza numerica, forza strategica.
Le alleanze falliscono quando tale distribuzione di
ruoli o di potere non trova consensi tra le parti.
Non importa se ci uniscono ideali o ci dividono
visioni del mondo e della vita. L’alleanza è per sua
natura funzionale, pragmatica, utilitaristica e
trasforma lo stesso fine utilitaristico in ideale.
In questo caso gli ideali sono mezzi, non sono fini.
Cosa ne direbbe Kant?
L’allenza ha le sue regole sociali e psicologiche. E’
gerarchica.
Arcaicamente era la forma di rapporto tra bande o
gruppi o individui primordiali che si alleavano e
stringevano patti funzionali per spodestare un
potente e prenderne il posto; Per conquistare un
territorio; Per combattere dei nemici.
Non si può non cogliere in questa organizzazione
psichico-pulsionale arcaica una costitutiva
componente aggressivo-distruttiva rivolta contro
l’altro, stigmatizzato come “nemico”. Mi alleo con te
contro l’altro.
Siamo ai primordi dell’umanità, quando si inizia a
ribellarsi al capo tribù totalitario che governa tutti
come un padre-padrone. Ci si organizza e i fratelli si
alleano per spodestarlo.
Storicamente le alleanze hanno avuto la lor ragion
d’essere. Ma ciò che ci insegna la storia anche
psicologica è che l’alleanza, visti i suoi presupposti
psichici e sociali, vista la sua natura e compagine,
può funzionare in corrispondenza di una
emergenza, di un pericolo, di una presa di potere.
Superata questa condizione, si supera la condizione
dell’alleanza, risolvendola in una forma differente di
coesistenza. Alrimenti diventa una forma di potere
occulto dei gruppi alleati.
Se ciò non accade, se non si supera il governo
dell’alleanza, il vivere in una costante forma di
emergenza fa sorgere sentimenti nostalgici di
quando governava il padre padrone. Si stava meglio,
quando si stava peggio.
La banda che arcaicamente si forma attraverso il
patto di alleanza tra gruppi di fratelli nasce contro il
padre padrone che schiavizza la popolazione, non la
fa accedere al regno della libertà, la tiene soggiogata
con la promessa di sicurezza e di protezione. In
cambio vuole la più assoluta obbedienza, il
mantenimento del proprio potere.
La costellazione storica, la condizione di
emergenza, deve “giustificare” l’alleanza. E
l’alleanza è funzioanle a tale condizione.
In assenza di emergenza e di un nemico contro cui
rivolgere il nostro impulso aggressivo, in assenza di
una conflittualità per la conquista di potere o di
spazi vitali, l’alleanza viene meno e si deve evolvere
in una differente forma di coesistenza. Altrimenti
l’allenza tra gruppi o bande diventa una forma di
potere occulto e cosmetizzato dei gruppi e delle
bande alleate . Diviene un potere autoreferenziale.
L’alleanza, in assenza di conflitto e di emergenza
non è più adeguata a tenere insieme gli individui. Vi
è la necessità e la possibilità di un periodo di pace e
dunque di una differente forma di convivenza.
Emerge dopo la funzionalità dell’alleanza per
risolvere il conflitto, la necessità di ideali per
coesistere.
Vediamo infatti sorgere nell’infanzia dell’umanità,
superata l’emergenza di liberarsi del padre padrone,
una prima forma di coesione ideale, non contro
l’altro ma insieme all’altro. Non più alleanza contro
il padre padrone, il capo tribù, ma coesistenza
pacifica rappresentata dall’adorazione di un Dio, il
Totem, che prende il posto simbolico del padre.
Siamo tutti uguali di fronte ad esso.
Qui affonda le sue radici la prima forma di relazione
democratica, e una prima abbozzata forma di ideale.
Qui cogliamo l’essenza ideale che ha rappresentato
una prima forma di religiosità arcaica. E infatti,
tornando al rapporto tra Dio e Mosè, tra l’alleanza di
Dio con l’uomo, essa è un prototipo simbolico di
alleanza, là dove, di fronte a Dio l’uomo è sempre in
condizioni di emergenza per la sua fragilità fisica e
morale. Ed è sempre in condizioni di obbedienza.
Ancorchè l’avvento della religione cristiana abbia
voluto mettere l’accento più sull’aspetto relazionale
del rapporto di Dio con l’uomo che su quello
dell’alleanza simbolica.
Mentre la funzionalità garantisce l’alleanza, l’Ideale
garantisce la relazione. L’alleanza poggia le sue
radici sull’emergenza, la relazione sulla
pacificazione.
L’attuale politica italiana determinata
massicciamente da alleanze tra gruppi differenti che
si sciolgono, che si ricompattano, che si
ricompongono a destra e a sinistra, e poi al centro, e
si risciolgono, sono l’espressione di uno stare
insieme funzionale, finalizzato a battere il nemico,a
vincere le elezioni e a garantire una governabilità.
L’altrenativa, come ho già detto, sarebbe una débâcle
sociale ed econimica.
Ma per mantenere questa atavica condizione di
esistenza, rappresentata dell’alleanza che sia tra
partiti o tra stati che si alternano nel gioco di
potere, si deve altresì mantenere una condizione
costante di emergenza, di paura, di angoscia in
modo tale da legittimarne l’esistenza e l’attuazione.
E proprio questa condizione di perenne emergenza
immaginaria e nel contempo reale, di perenne
conflittualità, di costante pericolo sociale deve essere
sempre rinnovata, deve mantenersi pervasiva, deve
essere sempre posta in primo piano, creata e
ricreata, in modo tale da indurre a percepire tale
condizione di alleanza tra partiti, quelli che ci
rappresentano, quale unica via di uscita per
garantire una continuità dell’esistente, una
governabiltà.
Da un punto di vista psichico l’individuo, all’interno
di tale contesto, è tenuto in una condizione di
minorità pulsionale e psicologica, là dove il
sentimento dominante dell’insicurezza e della
rabbia, del timore e del bisogno di garanzie
esistenziali, lo conducono a forme regressive di
totalitarismo.
Non è infatti casuale che, questa condizione italiana
della politica, dove l’alleanza tra partiti gioca orami
un ruolo di omeostasi sociale, di atemporalità, di
perennità e dove il percepito è che sono sempre gli
stessi a giocarsi il potere, ora alleandosi con uno ora
con l’altro senza tuttavia non riuscire più a
rappresentare il paese reale e senza riuscire a
garantire nel contempo uno status sociale
accettabile, si sta scivolando verso una condizione
regressiva di desiderio di ritorno al padre padrone
che antecedentemente garantiva sicurezza e pace.
Da qui l’emergere del desiderio inconscio di forme
totalitaristiche e l’illusione di un leader forte, di un
moderno padre padrone capace di farci uscire
dall’emergenza.
Milan

Foto: Manuela Barbarossa al Convegno su Adorno all’ Università degli Studi di Milano

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Masse Gruppi e psicologia fondamentalista

in “Identità religiosa, pluralismo, fondamentalismo”

Centro Scientifico Editore, Torino 2004

di Manuela Barbarossa 

Un saggio originale e illuminante  che ripercorre uno degli scritti più emblematici della produzione freudiana Totem e tabù , che diventa nella riflessione dell’autrice  la chiave di lettura di  profonde dinamiche sociali e relazionali  che si ripetono  nel corso della storia dell’umanità. ( clicca sul titolo per accedere alla lettura ).

Manuela Barbarossa al Convegno i

Manuela Barbarossa

CULTURA E DISINCANTO di Luciano Frasconi

UNVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

IN MEMORIA DI LUCIANO FRASCONI

TAVOLA ROTONDA SULLA FUNZIONE DELLA CULTURA

Martedi 24 marzo 2015

Aula Crociera Alta, Cortile Ghiacciaia, ore 16.00.

Via Festa del Perdono, 7, Milano

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La nuova industria culturale

LA CONFERENZA  TENUTASI 

GIOVEDI 1 MARZO 2018  ORE 17.00 ALL’ UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO  

La nuova industria culturale tra ambiguità della comunicazione 

 e l’illusione della conoscenza

  Il tema dell’industria culturale merita un’attenzione particolare in un’epoca che vede l’invasione del sociale , dell’immagine irriflessa dell’altro e l’elevazione dello stereotipo a norma comportamentale .

Tutto ciò in una cornice patologizzante che osserva passiva l’emergere di un eccesso di risposte, in assenza totale di domande.

Disvelare l’ intreccio complesso e reificante tra modernità, ideologia, feticismo, comunicazione, illusione, psichicità, spettacolarizzazione e sviluppo della soggettività, può offrirci una chiave di lettura illuminante della nostra epoca, del disordine non solo esistenziale ma anche politico e culturale che stiamo attraversando.

Gli interventi e i relativi spunti di riflessione emersi nella Conferenza tenutasi Giovedi 1 marzo 2018 all’Università degli Studi di Milano dal titolo “La nuova industria culturale tra ambiguità della comunicazione e l’ illusione della conoscenza” hanno incontrato un grande interesse , tale che l’Accademia PRISMA intende riproporre il tema all’interno di un Convegno che si terrà a breve a Milano.

Milano, 6 marzo 2018

Manuela Barbarossa

Intervento di Manuela Barbarossa Psicoanalista -Fondatrice dell'Accademia PRISMA

Intervento di Manuela Barbarossa Psicoanalista -Fondatrice dell’Accademia PRISMA

Un momento della Conferenza in Aula Crociera Alta Università degli Studi di Milano

Un momento della Conferenza in Aula Crociera Alta Università degli Studi di Milano

PRESENTATO A MILANO NEL SEMINARIO “LUCI E OMBRE CULTURALI”

LA POLITICA DELLE ALLEANZE    di Manuela Barbarossa

L’approfondimento degli scritti “sociali” della produzione freudiana è uno degli interessi che hanno caratterizzato gli studi di Manuela Barbarossa, la cui formazione filosofico-teoretica le ha permesso di rielaborarali alla luce di nuove categorie interpretative. Ricordiamo  le sue due più importanti pubblicazioni a riguardo, “Coscienza morale e dominio della natura ” e lo scritto antecedente “Masse Gruppi e psicologia fondamentalista” . Avendo avuto un notevole successo, quest’ultimo è stato varie volte citato e ripreso dalla stessa autrice, non in ultimo nella recente intervista fatta dal giornalista Stefano Golfari,  Il “Caso” Renzi. Un Premier sul lettino

A settembre di quest’anno a Pescara , Manuela Barbarossa , ha tenuto un Seminario dove ha illustrato  il  suo saggio  Masse Gruppi e psicologia fondamentalsita  , rielaborazione della scritto freudiano Totem e tabu’. In questa occasione le  è stato domandato   , alla luce delle tesi freudiane e della sua reinterpretazione , cose ne pensasse del concetto di alleanza così diffuso nella nostra politica italiana. La risposta, è stata in seguito   riformulata dall’autrice stessa in questo suo  nuovo scritto illuminante , e come sempre , molto originale. 

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Nella foto Mauela Barbarossa a Pescara , al  Seminario nel mese di settembre di quest’anno   dove è stata esposta  la sua interpretazione del concetto di alleanza , poi sintetizzata nello scritto  sulla politica delle alleanze.

“Parlarne sempre non pensarci mai ” di Manuela Barbarossa

“Parlarne sempre non pensarci mai. Adorno interoprete di Freud

Parlarne sempre non pensarci mai di Manuela Barbarossa

 

Un illuminante  saggio sulla Psicoanalisi di Manuela Barbarossa ,  pubblicato nel Volume “ETICA DELLA FILOSOFIA”, Per una funzione etica della cultura Ed Mimesis, Itinerari Filosofici, Milano 2007 .

Il volume ETICA DELLA FILOSOFIA racchiude gli interventi del Convegno tenutosi all’Università degli Studi in occasione del Centenario della nascita di Adorno.

Foto del Convegno  in Aula Crociera Alta –  Dipartimento di Filosofia –  Università Statale di Milano

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Come scrive nell’introduzione Luciano Frasconi, ideatore e promotore  del Convegno , il centenario  della nascita di Adorno consente una  importante ” riflessione sul pensiero di questo autore, che non ricalchi gli schemi interpretativi della sua opera finora prevalenti. L’obiettivo di fornire una lettura non del tutto usuale ha animato fin da principio i partecipanti al progetto di raccogliere in un volume una serie di interventi, volti a individuare nella filosofia di Adorno alcuni centri di gravità tematico-problematici. Il conseguimento dell’obiettivo in questione appare favorito non da ultimo dalle caratteristiche per così dire hegeliane dei diversi collaboratori, e cioè dalla loro identità nella differenza. Ciò che accomuna gli autori è infatti non solo l’essersi laureati in filosofia all’Università degli Studi di Milano, spesso o per lo più proprio con una tesi su Adorno, ma anche l’aver coltivato nel tempo l’interesse per questo pensatore – un interesse concretatosi in più di una pubblicazione –, pur spostando la loro attenzione o le loro attività culturali in altri ambiti”

Luciano Frasconi 2003

Il volume  contiene Scritti di Theodor W. Adorno, Manuela Barbarossa, Maria Cristina Bartolomei, Elio Franzini, Luciano Frasconi, Giuseppe Laras, Markus Ophälders, Ezio Partesana, Carlo Pettazzi, Michele Salonia, Salvatore Stornaiuolo.

 

Uno sguardo psicoanalitico sulla dislessia di Manuela Barbarossa

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Seminario di studio   Milano Via Numa Pompilio 7.

(nella foto Manuela Barbarossa )

La dislessia come espressione di un tentativo di  dire e pensare  tutto contemporaneamente .

La dislessia quale  espressione di una esasperata fretta  ideativa ed emotiva  , dove la parola,   il singolare, prende il posto dell’universale.

Milano, 18 aprile 2017

Un contributo di Giuseppe Castelllini sulla questione dei figli nelle nuove unioni civili

IL PROBLEMA DEI FIGLI NELLE NUOVE UNIONI CIVILI DI Giuseppe Castellini

DIALOGO/INTERVISTA CON PIERO BASSETTI di STEFANO GOLFARI

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Aruspicina 

DIALOGO/INTERVISTA  CON PIERO BASSETTI

DI STEFANO GOLFARI