Category Archives: Parliamo anche di….

La salute non è un valore assoluto

LA SALUTE NON E’ UN VALORE ASSOLUTO

di Manuela Barbarossa

Oggi in Italia abbiamo elevato a valore assoluto la salute , tanto da ledere la stessa Costituzione Italiana.

Abbiamo elevato la salute ad un valore totalizzante , unico, esistente in sé e per sé,  isolandolo dagli altri valori essenziali senza i quali , la salute come valore assoluto, diviene strumento di aberrazione.

Il valore della salute , in Italia isolato dagli altri valori universali che lo fondano e che ne delimitano il significato , ha assunto un ruolo di manipolazione delle coscienze.

Il valore della salute non è e non può infatti in nessun modo essere prioritario rispetto ai valori di libertà, di autodeterminazione, di dignità fisica e morale di tutti gli esseri viventi.

E’ gravissimo che questo sia storicamente accaduto e che possa ancora accadere .

Ci sono dei fondamenti dell’essere universali e meta-temporali che non vanno mai messi in discussione e che consentono la determinazione di altri valori. 

Questi valori fondamentali  in quanto tali, non possono essere sospesi . E’ come se togliessi le fondamenta ad un palazzo. Crollerebbe . 

Quelli di libertà, di dignità fisica e morale , di autodeterminazione , sono valori di natura metafisica , universali, che rappresentano una potenza dell’essere . Sono valori universali che diventano una luce nel buio dell’oscurantismo , sono le fondamenta sulle quali si può costruire. 

La salute è uno stato di esistenza individuale, variabile in natura, ed è un valore solo se connesso imprescindibilmente a questi specifici altri valori universali ai quali non bisogna e non si può  mai rinunciare , tanto meno in nome della salute, essendo quest’ultima , la salute , a dipendere da essi  e non viceversa.

I valori di libertà, dignità fisica e morale, di autodeterminazione sono come un pianeta e  il valore della salute è un  satellite. 

Questo ha voluto comunicare Schäuble, l’ex ministro delle Finanze tedesco e presidente del Bundestag quando ha dichiarato che «La dignità delle persone viene prima della salvaguardia della vita». Ha pronunciato un principio essenziale , universale e importantisismo che pochi hanno compreso o hanno voluto comprendere e che detto da lui , per ciò che rappresenta , assume una rilevanza etica ancora più forte.

La salute non è un valore in sé e per sé, ma lo diventa solo se lo assumiamo sulla base di alcuni inviolabili principi che lo fondano.

Se contravvengo a questi principi universali di libertà , dignità fisica e morale e di autodeterminazione , ed elevo a valore assoluto la salute, consento aberrazioni impensabili.

Cosa mi impedisce di sperimentare su individui indifesi farmaci sconosciuti o pratiche terribili, in nome della difesa della salute ? Cosa mi impedisce di utilizzare cavie umane in nome della salute ? E attenzione. Le cavie umane non sono sempre gli altri….un immaginario lontano , potremmo essere anche noi. Cosa mi impdisce di emettere  leggi che in nome della difesa della salute  , sovvertono i fondamenti della libertà , della dignità fisica e morale, dell’autodetreminazione? 

Già  pratichiamo torture vergognose sugli animali in nome della salvaguardia  della salure  e della ricerca.  E questo significa che l’avere elevato a valore assoluto la salute umana , ci ha condotto a fare cose terribli, a ledere la vita di altri esseri . 

Elevare la salute a valore assoluto, totalizzante , a prescindere dagli altri fondamentali valori che la precedono e che la devono necessariamente dirigire e perimetrare , porta come vediamo troppo spesso a delle aberrazioni inacettabili.

Qualcuno storicamente lo ha già fatto in nome della ricerca scientifica e medica .

Non dimentichiamocelo.

In questo senso la salute non può e non deve mai , per nessun motivo , essere un valore in se è per sé , un valore assoluto in nome del quale consento di togliere la libertà, di impedire l’autodeterminazione , o di ledere la dignità fisica e morale di un essere vivente sino a giungere a comportamenti terribili, disumani, o lesivi delle stessa vita. 

Il valore della salute non può esistere isolato dagli altri valori che ne sono indiscutibilmente superiori perchè ne sono il fondamento e ne impediscono una possibile deviazione . 

Solo su questa base si può parlare di valore della salute.

Il valore della salute assume senso solo se fondato su quei  valori spirituali e universali che lo perimetrano e lo guidano , altrimenti diviene motivo di barbarie e di aberrazione. 

L’ elevazione a concetto della salute , a valore assoluto isolato dagli altri valori , può divenire anche motivo di manipolazione psichica e sociale , di derive scientifche e politiche in quanto, nell’immaginario collettivo , la salute è percepita come un qualche cosa di inalienabile confondendo altrettanto pericolosamnete il concetto di un presunto valore assoluto  della salute a quello del diritto ad essere curati. 

Una confusione semantica e simbolica pericolosa che apre a derive autoritarie , scientifche e politiche .

La manipolazione inizia infatti là, in quel luogo dove le parole perdono il proprio significato e i valori si sovvertono, si isolano , si assolutiìzzano.

L’assolutizzazione del valore della salute in sé e per sé, scevro dagli altri valori uninìversali che ne sono il fondamento , ha infatti oggi condotto il nostro paese alla barbarie.

Si è accondisceso a tutto e al peggio di tutto,  in nome della salute. 

Milano ,  15 maggio 2020

 

 

 

 

 

 

VIRUS, PAURA E POTERE -Intervista di Stefano Golfari a Manuela Brabarossa

VIRUS, PAURA E POTERE

Tra inconscio e coscienza psicoanalisi delle masse e  della pandemia 

Intervista di Stefano Golfari, giornalista, direttore della Rivista MilanoAmbiente , a Manuela Barbarossa , psicoanalista e filosofa , autrice di numerose pubblicazioni , fondatrice dell’Accademia di Studi PRISMA

Stefano Golfari, uno dei giornalisti oggi tra i più indipendenti e preparati ,  blogger , volto noto di Telelombardia e direttore della Rivista MilanoAmbiente ,  sempre interessato ad approfondire l’attualità con competenza e attenzione , intervista Manuela Barbarossa,  psicoanalista e filosofa, che offre, ancora una volta , una visione dell’esistente  innovativa e originale. Studiosa di filosofia morale ,  tra i suoi numerosi contributi, troviamo scritti  antispecisti   e sull’etica. Questa intervista di Stefano Golfari assume la fisionomia  di un dialogo  sulla psicologia delle folle ,  sulla comunicazione moderna  e mediatica ,  sul valore della vita  , sul simbolico.  

Manuela Barbarossa intervistata dal giornalista Stefano Golfari

 

INTERVISTA :    clicca sul link

intervista BARBAROSSA-Golfari VIRUS

 

 

 

L’EPOCA DEL DISINCANTO DELL’INCANTO di Manuela Barbarossa

L’EPOCA DEL DISINCANTO DELL’INCANTO

di Manuela Barbarossa

 

Il compito della cultura come diceva Norberto Bobbio “è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze”. Sarebbe importante, in questo momento critico per il nostro paese, aprire un dibattito cercando di porre in essere quella ricerca della verità che la nostra storia intellettuale ci ha insegnato essere necessaria . Un valore irrinunciabile.

Ma l’impressione diffusa è che la verità ancora ci è negata. Ci sfugge. La verità rimane come un in-sé, in un stato inespresso ed implicito. Potenziale ma non reale. La verità è da qualche parte, la percepiamo , ma non riesce a raggiungerci. Forse perchè ancora nessuno la desidera.
Nel capitolo V “La funzione della filosofia e della cultura“ del saggio Ideale e reale di Luciano Frasconi leggiamo: “Alla crisi dei cosidetti valori, non corrisponde semplicemente l’emancipazione individuale dal peso o dal potere della tradizione, quanto piuttosto un più subdolo asservimento dell’uomo alla società ,,,” Torna alla mente il mito platonico della caverna, dove finchè si sta dentro ad uno spazio angusto e buio, quello della paura, non si vede la luce. E senza la luce si crea la condizione in cui di notte “tutte le vacche sono nere”, per parafrasare una famosa espressione usata da Hegel nella Prefazione alla Fenomenologia dello Spirito. Il senso della differenza, oggi più che mai, in una società che tende a equiparare tutto, ad omologare anche il non omologabile, è fondamentale. La situazione che si è venuta a creare nel
nostro paese, a causa di un lanciato allarme sul corona virus, sta mettendo allo scoperto aspetti inquietanti della cultura, della scienza, interrogativi sulla capacità di un pensiero libero di esprimersi scevro da ogni timore. Interrogativi sui valori.

Importanti a questo riguardo le riflessioni di un grande intellettuale da poco scomparso, Emanuele Severino, che diceva:

«Le spiegazioni della crisi del nostro tempo rimangono molto in superficie anche quando vogliono andare in profondità. Il fenomeno di fondo, che non viene adeguatamente affrontato, è l’abbandono, nel mondo, dei valori della tradizione occidentale; e questo mentre le forme della modernità dell’Occidente si sono affermate dovunque. Un abbandono che si porta via ogni forma di assoluto – e innanzitutto Dio.(…) Muore, dicevo, ogni forma di assolutezza e di assolutismo,
dunque anche quella forma di assoluto che è lo Stato moderno, che detiene – dice Weber “il monopolio legittimo della violenza”. Questo grande turbine che si porta via tutte le forme della tradizione è guidato dalla tecnica moderna – ed è irresistibile nella misura in cui ascolta la voce che proviene dal sottosuolo del pensiero filosofico del nostro tempo. Il turbine travolge anche le strutture statali. Investe innanzitutto le forme più deboli di Stato. (…) La trasformazione epocale di cui parlo non è indolore: il vecchio ordine non intende morire, ma è sempre più incapace di funzionare, soprattutto in Paesi come l’Italia. E il nuovo ordine non ha ancora preso le redini. È la fase più pericolosa (non solo per l’Italia).(Intervista di Silvia Truzzi, Emanuele Severino, l’intervista: “Ecco perché la giovane Italia va in malora”, pubblicata su il Fatto Quotidiano, 17dicembre 2013).

Aspetti inquietanti sull’oblio dei valori occidentali compreso il valore di Dio, che sembra assumere solo un ruolo consolatorio ma non più una funzione metafisica e simbolica che ci riconduca ad un limite, ad un perimetro, il nostro, che ci consenta di alzare lo sguardo altrove, più in là, per uscirne, e ad una fondamentale autoosservazione sul proprio essere nel mondo.

Viene meno l’iconografia angelica che ci richiama all’ordine simbolico e mimetico delle qualità dell’anima. Alla domanda contenuta nel significato del nome dell’Arcangelo Michele, che si traduce in “Chi è come Dio“? La risposta oggi sarebbe … la scienza? La tecnica? Il denaro ?

Si sollevano aspetti inquietanti sul valore della propaganda di massa di storica memoria, che tutto tritura, non solo la verità, ma anche la dignità personale.
Ancora oggi l’utilizzo della propaganda mediatica, giornalistica, informatica, per ottenere consenso e seminare terrore, per ripetere menzogne che divengono a forza di ripeterle “false verità” – un ossimoro – indiscusse e indiscutibili, ricorda ciò che accadde negli anni bui di inizio secolo. La creazione di un pensiero unico, compatto spegne ogni voce non allineata, anche di famosi scienziati, seppur autorevoli. Di intellettuali singoli. Di cittadini pensanti. Il fine, è noto, è quello di avere una risposta sul modello stimolo/risposta (esperimenti su un topolino in gabbia di Wundt), altrettanto compatta e univoca.

Da un punto di vista psicoanalitico oggi in Italia, con il lanciato allarme da corona virus, e le misure restrittive della vita personale e collettiva, si apre uno scenario altrettanto inquietante che mette in gioco la contrapposizione psichica vita/morte, Eros-Thanatos, attivando negli individui ossessioni, angosce, fobie, tutte riconducibili alla paura della morte e del mondo che diviene pericoloso. Come diviene pericoloso il tuo simile che potrebbe infettarti attivando quella paranoia del contagio, sulla quale sono state scritte pagine psicoanalitiche memorabili. E’ significativo ed emblematico che di fronte al pericolo invisibile come un virus del quale puoi vederne solo gli effetti , di fronte alle paure scatenate dalla propaganda che utilizza numeri costantemente serviti al pubblico in un continuum ossessivo, anche se, come già detto, siamo lontani dalla verità, queste paure si situano in uno spazio psichico borderline tra reale e immaginario indotto, dando vita ad una dicotomia tra dentro e fuori, dove il fuori è pericolo e il dentro è sicurezza.
Si sta verificando un trauma collettivo, una attivazione di aspetti fantasmatici depressivi le cui conseguenze psicogene saranno potenti. Ad una Entzweiung, una dissociazione che porta a dubitare di tutto. Nulla è più certo. Ad una forma di alienazione sociale che ha solo connotati patologici e non certo evolutivi. Una contrapposizione tra l’interno e l’esterno, divenuto l’esterno, improvvisamente minaccioso, letale, nefasto e che trova un correlato reale nell’obbligo di essere  costretti a restare chiusi in casa per decreto, a causa di un virus ancora oggi poco chiaro, in tutti i suoi aspetti, anche epidemiologici.

Questa condizione di minorità in cui siamo stati sprofondati, induce ad un ripiegamento su noi stessi di natura regressiva.  Viene meno la possibilità di essere ciò che siamo. E di esserlo nel mondo. Alla luce del sole. Viene meno l’autodeterminazione. Sviliti nel rispetto di noi stessi, e nella nostra più intima sensibilità, siamo stati immersi in un disordine esistenziale indotto dal panico e da un confusione sulla causa di questa situazione.

Ci si domanda dove ci condurrà.

Ma le troppe parole e notizie somministrate continuamente dalla propaganda, come un farmaco, ci porteranno ad una graduale assuefazione, tale per cui diminuirà la loro efficacia. E allora sorgeranno domande. E si cercheranno risposte. Nel frattempo resta nell’inconscio, un pensiero salvificus figlio di quei valori della tradizione occidentale, tenuto silente dall’eccesso di rumore aggressivo e totalizzante; un pensiero sempre attivo come una fiammella, che ci indica che alla fine della strada c’è sempre uno specchio, dove si rifletterà la verità e il tuo sguardo su te stesso.

26 marzo 2020

LA COSCIENZA PERDUTA E LA DERIVA AUTORITARIA

Manuela Barbarossa ad una conferenza del 12 dicembre 2019  a  Rimini

La situazione in Italia è grave. Anzi , gravissima. 

La gravità si accompagna ad una perdita di coscienza e di pensiero. Il reale prende il sopravvento a causa di una “emergenza sanitaria” opaca, attorno alla quale si sta costruendo un percorso di dèbacle  economica,  politica, sociale, psicologica. In poco tempo pare esserci dimenticati chi siamo. Unici sentimenti dominanti: angoscia, paura. La  deriva autoritaria si esplicita nell’applauso generale. Un brutto film già visto ?
La protezione civile scrive: si parla di   
emergenza sanitaria “ogni volta che si creano situazioni critiche che possono incidere sulla salute umana”. Da un punto di vista pratico, viene sottolineata l’importanza di pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”. Inoltre, durante le emergenze “vengono attivate le procedure di soccorso previste nei piani comunali, provinciali e regionali”.

Ma il “corona virus”, una influenza virale come tutte le influenze ,  è tale da attivare una situazione di emergenza sanitaria del tipo attivato in Italia ? Ancorché in Italia, più che essersi attivata una emergenza sanitaria, pare essersi attivata una deriva autoritaria che scarica tutto sui cittadini . Lo Stato ha il dovere di intervenire  subito allestendo   ospedali emergenziali e reperire   personale sanitario. A distanza di due mesi non sembra averlo fatto.

Non c’è tempo di andare in televisione a parlare e a fare interviste. Si deve lavorare per rispondere ad una emergenza sanitaria ovvero pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” non metter i cittadini agli arresti domiciliari.
Non si deve  scaricare l’ incapacità di gestire una emergenza sanitaria sulla società civile.
Il dott. Piero Mozzi, scrive: “
Virus e batteri sono i soli ad aver interpretato perfettamente la globalizzazione. Si spostano col vento, con l’aria, con gli animali, con gli insetti, con gli esseri umani, e magari anche con le merci. Fermarli è come pensare di arrestare il vento alzando le braccia. Bisogna che ci sappiamo adattare e adeguare “
Ma io aggiungerei 
che virus e batteri sono anche  la cosificazione  dell’agire umano dissennato e crudele verso il mondo della natura e degli animali . Il vissuto  che l’uomo venga punito dal divino con le  malattie  pestilenziali  per misfatti compiuti, ci rinvia simbolicamente ai colpevoli comportamenti umani verso il mondo della natura .

Il Coronavirus  ( scrive ancora il dott. Mozzi ) si sparge nelle regioni italiane, portandoci a pensare che il numero di contagi potrebbe essere sottostimato, è assodato che i decessi sono limitati e circoscritti a persone avanti negli anni e con debilitazioni precedenti.  Il Coronavirus si è caratterizzato per un tasso di mortalità contenuto intorno all’1-2%, con una percentuale di guarigioni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima al 95 per cento. Se paragoniamo le sue vittime alle 8.000 morti per l’influenza e le sue complicazioni che le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità registrano ogni anno in Italia, sembrerebbe nei fatti poca cosa. Tutto ciò non basta evidentemente a tranquillizzare gli animi e a vincere la psicosi della gente, sgomenta per il ripresentarsi di fenomeni che si vorrebbero confinati a un lontano passato, o circoscritti a zone del pianeta non ancora raggiunte dalla modernità”

La questione appare dunque molto complessa poiché se  l’influenza da corona virus  ,  pone  in sè e per sé  una   emergenza sanitaria , bisognerebbe  come enuncia  la protezione civile pianificare in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”.

Ma noi siamo andati oltre , sino  a giungere a decreti che proibiscono la libera circolazione delle persone, che fanno chiudere  scuole, negozi, attività. Che decretano l’ Italia come  se fosse tutta malata. Si blocca tutto. C’è chi vorrebbe una sorta di stato di polizia che controlli che  tutti facciano ciò che questo governo-  ricordo non votato democraticamente – ha decretato. Perchè ?

Perchè il sistema sanitario italiano non è in grado di rispondere a tale situazione pianificando , come dice la nozione di emergenza sanitaria ,  in modo efficace la “risposta dei soccorsi sanitari” portando avanti, allo stesso tempo, “un’attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio”. 

Non è mai stato pianificato un piano di emergenza sanitaria. Mai.  Come se non si fosse previsto  un piano di evacuazione e/o  intervento in caso di incendio in un palazzo.

Ancorchè possa essere il corona virus una influenza più aggressiva di  altre, pandemica, non credo più della Sars o dell’Ebola – è  il sistema sanitario italiano che non riesce a rispondere a questo accadimento. E’ al collasso.

E ciò a causa di un depotenziamento dello stesso  messo in atto da anni dai differenti  governi  che hanno chiuso moltissimi  ospedali, che non hanno potenziato  il personale medico e paramedico, non si è potenziata la ricerca,   neppure i  reparti di terapia intensiva, non hanno potenziato i macchinari necessari ,  ma al contrario ne hanno prodotto una riduzione drastica.  Qualcuno dovrebbe fare una ricerca in questa direzione  e  fornire i dati almeno degli ultimi dieci anni per capire quanti ospedali sono stati chiusi , e quanti depotenziati. Quante strutture ospedaliere  ci sono in giro in  Italia chiuse e abbandonate .

Di fronte ad una popolazione che invecchia e di fronte ad una moderna circolazione di persone da ogni parte del mondo per scelta o per necessità. Di fronte soprattutto  ad un mondo crudele  che utilizza gli animali non umani non come esseri viventi , ma come fossero carne da macello, mettendoli in condizioni esistenziali aberranti e creando loro , gli umani , spesso e di conseguenza pandemie di origine animale. Ma l’origine è umana.  Ma anche di un mondo che si nutre di tutto , voracemente, incessantemente ,  che non si ferma davanti a  nulla , interpretando tutto ciò che la natura ha saccheggiandola  come se fosse merce , trasformando i suoi doni in cibo o in altro. Ridurre tutto a disposizione dell’essere umano e dell’industria. Dall’inizio di questa vicenda  si è subito entrati in una dimensione reificata di confusività esistenziale e morale , di una comunicazione  isterica  supportata  di una  vera e propria industria culturale che mina le fondamenta di sicurezze e certezze acquisite,  che ci vuole indirizzare il pensiero e il vissuto in una direzione unica, di un  susseguirsi – e questo è altrettanto  patologico –  di opinioni di medici virologi e non , confuse, contraddittorie, conflittuali. Numericamente eccesive. Ossessive.  E’ immediatamente   iniziata  la solita passerella televisiva di esperti, opinionisti, dove viene detto tutto e il contrario di tutto . Un delirio di massa fomentato, spinto all’estremo da  un sistema di comunicazione malsano, ideologico, costruito, irresponsabile. 

E via i bollettini di guerra quotidiani dove i  numeri che calcolano confusamente morti feriti contagiati , creano  cifre  inesistenti perchè, come detto da alcuni addetti a lavori , il calcolo parte da presupposti errati, ma niente , si deve continuare in questa corsa verso l’Ade sociale Si parla di numero di morti senza capire se sono morti in ospedale o perchè non curati non   essendoci reparti di terapia intensiva adeguati, o perchè già malati cronici. Non si capisce nulla l’informazione non informa, ma crea solo panico.

 E poi ancora , si insiste ,  notizie dettagliate su quanto dura il virus sulle superfici , quanto gira nell’aria, i disegni  del virus  e ancora numeri, che non hanno un significato logico, sanitario, lanciati in mezzo alla folla.

Città vuote, supermercati presi d’ assalto. Come scrive il dott. Piero Mozzi nel suo bellissimo articolo che ho già citato , i morti in Italia erano persone anziane, tranne quello che è deceduto a Como che aveva sessantadue anni, ma era già dializzato, ovvero soffriva di una patologia seria e severa come appunto l’insufficienza renale, che coinvolge anche problemi cardiocircolatori e tutto il sistema immunitario.

Sembra che il virus colpisca le persone anziane, mentre i bambini non verrebbero colpiti forse perché dispongono di difese immunitarie più forti. Magari sono molto più sensibili al comune virus influenzale rispetto al coronavirus.

 Una opinione non certo meno valida  quella del dott. Mozzi ,di quelle di tanti virologi che si contraddicono, che danno cifre poco chiare ,   che creano panico e allarmismo . Il problema c’è.

Un virologo , il Prof. Giulio  Tarro , premiato come miglior virologo nel mondo nel 2018 collaboratore di Sabin , scopritore del vaccino antipolio, intervistato  sia dall’Avanti  che dal Messina Today , dichiara che quello che sta accadendo in Italia  è un grave errore. “Bisognava subito interrompere i voli dalla Cina, come hanno fatto in Francia . Appena avuto la notizia del’epidemia cinese i cugini francesi si sono preoccupati di raddoppiare i ricoveri di emergenza. Errori madornali di chi ci governa”.E ancora. Il celebre virologo Tarro: “Coronavirus? Contagioso ma poco letale, emergenza scatenata da panico e scelte politiche”Il professore messinese “miglior virologo al mondo 2018” tranquillizza sugli effetti e il futuro del virus ma avverte: “Terapie intensive cancellate dalla politica”. La speranza nel vaccino entro diciotto mesi dagli anticorpi dei soggetti guariti
Anch’egli come il dott. Mozzi dichiara che la vera cura è il nostro sistema immunitario. Ma bisogna fare chiarezza, dire  come stanno le cose, e non lanciare   l’emergenza  pandemica, come se fossimo tutti in pericolo di vita a causa del virus e colpevoli di voler vivere mantenendo almeno le libertà fondamentali.
Non si deve creare panico. Tanto meno immobilizzare una nazione.
Non esiste solo il corpo con le sue fragilità , ma anche la psiche, le cui fragilità sono assai altrettanto  complesse. Creare panico , vuol dire creare uno stress altissimo con attivazione di forme di aggressività  interiore ed esteriore. E lo stress comunque mina lo stesso sistema immunitario.
L’emergenza sanitaria esiste in quanto il sistema sanitario italiano come si è detto,  è depotenziato, con pochi ospedali che hanno  personale limitato e pochissimi reparti di terapia intensiva.   

Chiedere agli italiani dei sacrifici è possibile ,   avviare una deriva autoritario no.

Bisogna spiegare, far capire, chiarire che bisogna rallentare poiché il sistema sanitario italiano è al collasso,  non è in grado neppure di rispondere ad una ondata di influenza da corona virus.

Dobbiamo essere solidali. Premunirci poichè in questo momento chi avesse necessità di curarsi o per il corona virus e per altre patologie non troverebbe risposta .

Convincere tutti a fare un passo indietro  per supportare  tale situazione è possibile   ma non creando  panico, allarmismo da virus/peste o colpevolizzazione.   Ma la deriva autoritaria che mette i poliziotti sulle strade e impedisce la libera circolazione no.

Bisogna ora , subito, immediatamente fermarsi a ragionare e chiedersi cosa stia accadendo.

Ritrovare l’equilibrio, il coraggio di parlare  correttamente, di capire. Ci vuole più silenzio. Ci vuole riflessione insieme all’azione .
Non c’è tempo di andare in televisione a parlare e a fare interviste. Lo stato deve agire nell’interesse  dei cittadini.
Non si deve  scaricare l’ incapacità di gestire una emergenza sanitaria   sulla società civile. Lo Stato deve mettere la sanità in grado di funzionare , di curare.
Dall’inizio di questa vicenda la cultura pare avere  abdicato. Silenzio.

 Eppure è in questi momenti che la cultura deve farsi sentire , dare voce all’invisibile, mantenere la democrazia,  mostrare uno sguardo verso l’alto, verso quell’aldilà  dal factum brutum.

Il Covid-19   ha certamente origine  animale , ma in quanto, come ho già detto, e voglio ripeterlo,   il mondo umano   ha un comportamento terribile , vergognoso  nei confronti degli animali non umani  riducendoli a cose, a strumenti.

E’  necessario fare un piano sanitario che preveda la possibilità di curare in emergenza chi ne ha necessità. La sanità va messa in condizioni di svolgere eticamente ed economicamente la propria funzione per far fronte anche ad una emergenza sanitaria .

Ma è altrettanto necessario non perdere di vista chi siamo. Pensare, interrogarci sulla condizione del nostro essere nel mondo, animali non umani compresi.
Sul massacro che viene perpetrato ogni giorno degli animali non umani  che conduce anche a queste aberrazioni viraliSul dominio dell’uomo sulla natura , dominio che non sappiamo dove ci condurrà.
E’ terribile ascoltare richieste di  derive autoritarie, di chiusura di una nazione, di arresti domiciliari per far fronte ad una emergenza che il governo e la sanità , per incapacità politica ed economica non sanno fronteggiare.
Si stanno ledendo i diritti fondamentali della costituzione  quando , un celebre virologo ci sta dicendo qualche cosa di diverso .

Su Messina Today dell’ 11 marzo leggiamo il Pro Sarro che  dichiara: Faccio mio quanto riportato on-line dal New England Journal of Medecine: “Il tasso di mortalità associato al COVID-19 potrebbe essere considerevolmente inferiore all’1 per cento anziché del 2 per cento riportato da alcuni gruppi, come dichiarato da Anthony Fauci del National Institute of Allergy and Infection Diseas statunitense, sulla base di un rapporto incentrato su 1099 pazienti con COVID-19 confermato in laboratorio provenienti da 552 ospedali cinesi. Questi pazienti presentavano un ampio spettro di gravità della malattia, e se si presume che il numero di casi asintomatici o minimamente sintomatici sia di diverse unità di grandezza superiore a quello dei casi riportati, il caso di fatalità della malattia ricadrebbe molto al di sotto dell’1 per cento. Ciò suggerisce che le conseguenze cliniche complessive del COVID-19 potrebbero in definitiva essere simili a quelle di una grave influenza stagionale, che presenta un tasso di fatalità dello 0,1 per cento circa, o di un’influenza pandemica come quella del 1957 o del 1968, piuttosto che a quelle della SARS e della MERS, caratterizzate rispettivamente da una fatalità del 10 per cento e del 36 per cento (Fonte: popsci.it –New Eng J Med online 2020)”.
Cosa sta accadendo in Italia? Cosa sta facendo l’Europa?  Chiedo che intervenga  contro questa pericolosa deriva autoritaria italiana. Potrebbe essere questo il momento per costruire veramente l’Europa anche con una piano europeo di risposta alle emergenze sanitarie, in modo che non si creino differenze tra paesi che puntano il dito gli uni contro gli altri, e che funga da osservatorio contro la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo di libertà e diritto alla cura. 

 3 marzo 2020

 

 

 

 

Vai all’Archivio


CoronaVirus . Un bel tacer non fu mai scritto

 CORONA VIRUS

“Un bel tacer non fu mai scritto” 

di Manuela Barbarossa

Per  molti scienziati e intellettuali  , i  numeri dei morti in Italia da corona virus dati  da fonti governative e rimbalzati   quotidianemante  su tutta la stampa nazionale,  non sono chiari.  Cifre alte,   tanto da superare il numero dei  morti in Cina, nazione dalla quale si è originato , per quanto se ne sa , il virus.  Altrettanto poco chiare  le cause di questi decessi.

Notizia di oggi  22 marzo 2020  su il  Corriere, dove si legge  che la Germania esclude dal conto delle vittime del Corona Virus chi ha altre patologie . E noi ?

Da questi  numeri  tutti solo italiani, costantemente ripetuti come un mantra  , utilizzati come fonte di terrore mediatico , numeri lanciati come sassi sulla gente , che fanno intendere la pandemia in atto come epocale e gravissima , si originano una serie di restizioni economiche e una grave  sospensione  di libertà garantite dalla costituzione . Ma sappiamo che più che crisi sanitaria questa è una crisi del sistema sanitario.

Sempre da questi numeri  si origina una informazione univoca e ossessiva,  terroristica, perversa :  crea panico, poi ti fa intravvedere  qualche speranza e poi ti fa ripiombare nel panico. Una informazione  tesa a produrre un conformismo comportamentale di massa e un  totale azzeramento del libero pensiero .  E se “L’intelligenza è una categoria morale.“ come afferma T.W.Adorno in Minima Moralia ,  siamo in piena  e totale  assenza di morale.
Questa  situazione  sta conducendo l’Italia su una via  senza ritorno . Si sta prospettando  una deriva autoritaria,  sotto gli occhi di tutti.  Ma anche  una crisi economica inarrestabile e devastante e una gravissima fragilità psicologica dei cittadini  minati  nella salute fisica e mentale. Lo stress fortissimo in questo momento produce una abbassamento delle difese immunitarie, aumentano le fantasie persecutorie , fantasni di morte  indotti e sollecitati  dai mass media  da continue visioni di bare, cimiteri , da discorsi urlati  che tendono a colpevolizzare  chi va a farsi una passeggiata come se la pandemia  fosse colpa del cittadino. La colpa , tenuta sempre accesa, rinvia la respondsabilità del male al tuo agire. Discosta l’attenzione dall’agire dell’altro. Di colui che ti crea la colpa , spesso per salvare se stesso.

Dalla colpa  si passa al decreto che impedisce i movimenti , ai divieti, al blocco totale di un paese.

Sono anche discordanti le valutazioni date da molti scienziati, di fama mondiale,  sull’effettiva portata e gravità di questa pandemia . Ma anche sulla diffusione.   Sto elaborando una richiesta alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo per la continua violazione di tantissimi diritti costituzionali tra i quali lo stesso diritto alla salute .

Il sistema sanitario italiano di fronte al corona virus  non è in grado di supportare e assistetre (art. 32 della Costituzione italiana) tutti i cittadini bisognosi di cure, mettendoli altresì in condizioni di pericolo, riunendoli all’interno di spazi angusti sanitariamente non idonei, ma atti invece a favorire la contaminazione virale e il peggioramento delle condizioni di salute delle stesse persone ricoverate, favorendo la proliferazione della malattia.

Scienziati che per il governo italiano non hanno  nessuna voce in capitolo . E stiamo parlando di  virologi  che, ad esempio ,  sono stati candidati al premio Nobel  come il prof.  Giulio Tarro. Come mai ? Iniziamo a chiedercelo.

Essendo questa situazione attuale poco chiara e poco  definita ,  e per questo  allarmante per le sue conseguenze , ed essendoci il pericolo che i decreti SalvaItalia che stanno portando ad  una dèbacle economica , ad una destabilizzazione morale dei cittadini, ad  una gravissima restrizione delle libertà sociali e individuali costituzionali , vengano a breve trasformati definitivamente e dunque diventino legge , non più momentanei ma definitivi , si chiede urgentemnete UNA COMMISSIONE MEDICA SUPER PARTES autonoma e indipendente all’interno della quale siano rappresentate tutte le diverse interpretazioni scientifiche  del virus   come quella del Prof. Giulio  Tarro, allievo di Sabin , o il Dott. Stefano Montanari, o il Prof. Roberto Bernabei ordinario di geriatria della Cattolica di Roma e presidente dell’associazione Italia Longeva, che spieghi la portata effettiva della pandemia in atto  con dati e rilevazioni chiare e distinte  e l’adeguatezza delle gravissime   misure adottate dal governo italiano  . E che chiariscano anche  l’evoluzione del corona virus con la stagione calda ,  argomento già divenuto appannaggio  dei ..soliti noti   e  di ulteriore terrore mediatico sui tempi della risoluzione della pandemia.

22 mrazo 2020

Manuela Barbarossa

In memoria di Giuseppe Laras

In memoria di Giuseppe Laras

di Manuela Barbarossa

 

Rav-Laras-1Questa estate ho terminato di rileggere il saggio sulla natura di Giuseppe Laras “Natura e pensiero ebraico “.

Me  ne fece dono quando , dopo aver partecipato nel marzo del 2015 alla conferenza tenutasi in Università degli Studi di Milano in memoria del Prof. Luciano Frasconi  della cattedra di Filosofia Morale  , prematuramente scomparso , ci eravamo intrattenuti a discutere sul tema dello sviluppo della coscienza morale che da sempre suscita il mio interesse e occupa i miei studi.

Giuseppe Laras aveva una grande stima di Luciano Frasconi, una  stima che era reciproca , e che li aveva portati per anni a collaborare spesso nelle tesi di laurea. Non solo.

Ogni tanto , invitati, lo incontravamo anche in differenti occasioni culturali , sempre molto interessanti e intellettualmente stimolanti.  ll prof Laras era per altro noto per essere  stato una figura chiave  assieme al cardinale Carlo Maria Martini  del dialogo ebraico-cristiano, un tema sul quale spesso tornava  e che spesso  condivideva sia con me che con il prof. Luciano Frasconi.

Dopo la positiva esperienza della conferenza del marzo 2015 in Università degli Studi di Milano,  ci eravamo riproposti di organizzare una tavola rotonda sempre in Università , sul tema della cultura , ma purtroppo il Prof. Giuseppe Laras ci ha lasciati nel novembre del 2017.

Il ricordo della sua persona, dei nostri incontri e delle nostre discussioni, dei progetti culturali che volevamo realizzare , mi è rimasto vivo nella memoria e nel cuore.

Ci sono individui che hanno il dono di offrire   una impronta emotivamente strutturante , una sorta di immagine fortificante il perimetro dell’io di chi li ascolta e di chi li ricorda.

Tutte le volte che incontravo il prof. Giuseppe Laras avevo la sensazione di essere di fronte ad una persona speciale , senza tuttavia,  al momento, sentire l’esigenza razionalizzatrice di definire in che senso lo percipivo tale.  Mi bastava percepirlo  speciale. Quando  avevo l’occasione di parlare con lui , il prof. Laras dava sempre l’impressione di portarti con la mente là, proprio dove volevi andare.

Non credo fosse la sua innegabile cultura o le numerose  cariche che ricopriva . Questi suoi pregi e titoli appartenevano al reale.

Credo fosse la sua energia ad essere la fonte del suo essere speciale. E credo che anche questo aspetto, oltre ad una affinità spirituale e culturale ,  lo portasse a collaborare con il Prof. Luciano Frasconi, un’altra persona speciale , dotato anch’egli di una energia che superava i confini dell’essere nel mondo .

Entrambi, ciascuno a modo proprio , intercettavano un forte bisogno di riflessione , di pensiero e di filosofia,  oggi quanto mai misconosciuto. E sapevano colmarlo.

L’idea di fondare l’Accademia di filosofia PRISMA in memoria di Luciano Frasconi,  che avevo comunicato  nel 2016  al prof. Laras  e che aveva espresso vivo apprezzamento  per il  mio progetto ,  poggia le propria fondamenta proprio su questa intercettazione di un bisogno di filosofia, che potrebbe portarci in quell’al di là di cui ho avuto spesso occasione di parlare nelle mie conferenze e nei miei scritti.

Le persone capaci di portarci con la riflessione e la conoscenza  nell’aldilà,  come erano il Prof. Luciano Frasconi e il Prof. Giuseppe Laras ,   esprimono un coraggio intellettuale non comune e un sentimento dell’essere  quasi sacrale.

Milano   agosto  2018

PIEGHEVOLE CONFERENZA UNIVERSITA’

CULTURA E DISINCANTO di Luciano Frasconi

UNVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

IN MEMORIA DI LUCIANO FRASCONI

TAVOLA ROTONDA SULLA FUNZIONE DELLA CULTURA

Martedi 24 marzo 2015

Aula Crociera Alta, Cortile Ghiacciaia, ore 16.00.

Via Festa del Perdono, 7, Milano

download