Pubblichiamo alcune considerazioni di Manuela Barbarossa , fondatrice di Accademia PRISMA , sugli attacchi di Trump al Papa .
Considerazioni che le sono state chieste a fine seminario dal pubblico, seminario tenutosi mercoledi 15 aprile 2026 a Milano sullo sviluppo della soggettività e dell’identità soggettiva .
Negli attacchi di Trump al Papa , assistiamo ad una “messa in scena” ad un coup de theatre di un qualcosa che fuoriesce .
Una eccedenza .
E l’eccedenza per sua natura, produce sempre una emergenza , intesa come un emergere , un venire alla superficie dal profondo, un venire alla luce .
Siamo al cospetto dell’emergere dell’inconscio che parla.
E in questo contesto che abbonda di un simbolico eclatante proprio in virtu’ della sua emergenza, due sono gli elementi fondamentali e rivelatori che sono consegnati nella parola che fuoriesce nell’attacco di Trump al Pontefice .
Il concetto di debolezza attribuita al Papa e la ascrizione a se stesso della nomina in Vaticano di Leone XIV .
Le dinamiche che sottendono gli attacchi , soprattutto quelli rabbiosi e scoperti, sono sempre forme di esercizio di potere dove , attaccare l’altro rappresenta una sorta di mors tua vita mea , distruggo te per elevare me.
Un ergersi ed autoincensarsi attraverso la distruzione dell’altro, che ha a che fare con la forza pulsionale di Thanatos che freudianamente rappresenta la disgregazione e la riduzione dell’essere e dell’altro all’inorganico.
Al nulla.
All’annientamento del simbolico per sua natura universale, per elevare il primato esistenziale della res. Della visione del mondo particolaristica e priva di metafisica dell’essere.
Thanatos. Il mondo esiste fin dove arriva il mio sguardo . Oltre non vi è nulla.
La potenza simbolica del Papa , il suo rappresentare ciò che va oltre la reificazione del mondo e il suo richiamarsi a Sant’Agostino , al bene in quanto Dio/Legge universale del padre , induce nell’avversario che lo vuole colpire proprio nella sua forza simbolica, l’azione furibonda di Thanatos che fuoriesce in tutta la sua potenza limitante per uccidere il nome del Padre .
La spinta è quella di additare il Papa come “debole” , in senso dispregiativo , proprio per cancellarne la potenza simbolica e reale – come puoi essere potente e credibile se sei un debole ? Per mortificare non solo la sua forza emotiva e ideativa , ma anche il diritto di parola e il suo rappresentare un invito a non limitare il nostro sguardo all’orizzonte, ma di alzarlo verso il cielo.
Per riconsegnarci almeno un poco di infinito .
Milano , 16 aprile 2026