PSICOANALISI

Per Manuela Barbarossa, fondatrice di Prisma, la psicoanalisi da iniziale pratica clinica diviene metodo di interpretazione del mondo, ricerca antropologica e sociale, aprendo alla comprensione del simbolico, del soggetto, fino a diventare concezione dell’essere.

PRATICA CLINICA

Spazi di ascolto e percorsi analitici individuali rivolti a chi desidera

intraprendere un cammino di conoscenza di sé e trasformazione.

FORMAZIONE

Seminari, corsi e cicli di studio dedicati alla psicoanalisi classica e contemporanea, aperti a studenti,

professionisti e appassionati.

RICERCA E CULTURA

Promuoviamo la ricerca psicoanalitica e il dialogo con altre discipline per comprendere le trasformazioni del soggetto e della società.

I consigliati di Accademia PRISMA

"Parliamo di psicoanalisi" di Manuela Barbarossa

( Sintesi del Seminario Sull’essenza della psicoanalisi tenuto da Manuela Barbarossa presso la Scuola di formazione di Cremona (A.A. 2012/13 )
“Le Cinque conferenze sulla psicoanalisi (1909) e Introduzione alla psicoanalisi (1915-1917) sono due scritti freudiani tra i tanti, che ci offrono una dimensione essenziale della psicoanalisi che possiamo definire un sapere che introduce nell’ambito dell’indagine psicologica il “soggetto.” Ma ancora più specifico è Totem e Tabù ( 1913) , testo mirabile,  dove rintracciamo indicazioni illuminanti e illuminate sullo sviluppo simbolico dell’essere.
Il soggetto del discorso della psicoanalisi è il soggetto stesso , posizionato fuori da una marginalità funzionale e reificata nella quale era stato forzatamente inserito dalla storia psichiatrica positivista ottocentesca e da una certa visione del mondo funzionale, produttivo, dove la massa prende il posto del soggetto.
Freud ha sottratto il soggetto da un luogo di silenzio , per farlo parlare. Lo ha sottratto dall’essere oggetto di osservazione , per farlo divenire colui che osserva sé stesso.
Una nuova rivoluzione copernicana , là dove l’oscurità aveva tolto , per via di levare , attraverso un processo di nascondimento l’essere, Freud restituisce luce, fa emergere ,  mostra che ciò che emerge in modalità dissonante ha un senso e dice di noi.
Ma Freud ci porta ancora più in là ,  sottraendo la vita alla letteralità , al qui ed ora, all’essere tutto fuori , esposto, per aprire le porte al simbolico mostrandone la sua potenza rivoluzionaria.
La posizione del soggetto di fronte al reale assume potere di parola passando attraverso il simbolico e la fondazione stessa dell’identità soggettiva.
Freud ha offerto una lettura dell’essere e dell’essere nel mondo unica, a tratti “magica” , basti pensare all’interpretazione dei Sogni, o all’interpretazione della pulsionalità e all’introduzione dell’nsconscio.
Tuttavia la magia dell’alebarozione freudiana è ancora oggi poco compresa e le sue “scoperte” fraintese o spesso  considerate superbamente superate.   . Pensiamo al concetto di inconscio. Freud  che lo scopre , lo disvela, non ha mai edificato l’inconscio, non lo ha mai mitizzato, o idolatrato…lo ha scoperto come un luogo altro dell’essere. Ma di un essere irrisolto, ingabbiato, oscurato attraverso le rimozioni, le censure, le paure , le pulsioni…
Un grave equivoco non considerare centrale per Freud la sua affermazione “Wo Es war, soll Ich Werden” .
Oggi tutti parlano di psicoanalisi. Qualcuno dice anche qualche cosa.”

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